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10 Gennaio 2008
Hockey su pista - Serie A1
I giallorossi sono in
ritardo ma il presidente sprizza ottimismo
D’Attanasio
non guarda i numeri: «Questo Amatori mi soddisfa così»
LODI
- Conquistare una finale di Coppa
Italia, dopo un’astinenza durata dodici anni e davanti a una cornice
straordinaria di oltre 2500 spettatori, è già un risultato che potrebbe salvare
in parte la stagione. Ma proprio quando gli appassionati giallorossi, molti dei
quali sono tornati al “PalaCastellotti” dopo una lunga assenza che durava dagli
anni 90 stavano respirando l'aria dell'hockey che conta, qualcosa sembra essersi
inceppato nel motore dell'Amatori. La squadra nelle ultime otto giornate ha
vinto una sola volta, contro il fanalino di coda Prato, e in classifica è
scivolata all'ottavo posto, l'ultimo utile per accedere ai play off. A una
giornata dal termine del girone di andata il paragone con la situazione dello
scorso anno balza subito all'occhio: dopo dodici giornate i giallorossi hanno 15
punti, due soli in più rispetto alla passata stagione sotto la gestione Perin e
con una squadra sulla carta assai meno competitiva (nella tabella sopra il
titolo il cammino parallelo nelle due stagioni). Il bottino è ovviamente
inferiore alle aspettative della vigilia, ma non preoccupa Fulvio D'Attanasio:
«È vero, i numeri dicono questo, ma noi non guardiamo solo la classifica -
spiega il presidente dell’Amatori -. I conti li tireremo alla fine e per il
momento abbiamo la totale fiducia in questa squadra: andremo fino alla fine
senza alcun correttivo. Del resto se il campionato finisse ora saremmo nei play
off e avremmo centrato il nostro obiettivo. Abbiamo qualche punto in meno
rispetto a quanto potevamo aspettarci, ma penso che il ritardo sia dovuto a
episodi: abbiamo perso alcune partite, anche con avversari di un certo calibro,
con il minimo scarto e comunque senza mai dare l'impressione di essere in balìa
degli avversari». Guardando i numeri emerge una sterilità offensiva che fa a
pugni con l'attacco-record dell’anno scorso: finora i giallorossi hanno
realizzato 29 reti con una media di 2,41 a partita, mentre un anno fa con Perin
in tutta la stagione furono 111 con media di 4,26. «È difficile fare un paragone
con il campionato dello scorso anno - puntualizza però D'Attanasio -.
Innanzitutto il livello medio dei nostri avversari si è alzato notevolmente: a
ridosso delle prime tre squadre, che hanno effettivamente qualcosa in più, c’è
un gruppetto di formazioni molto competitive che hanno obiettivi ambiziosi.
Inoltre non ci sono squadre nettamente staccate dal resto del gruppo come
successe l’anno scorso con Molfetta e Roller Novara. Ricordiamoci che proprio
con una di quelle formazioni tra andata e ritorno riuscimmo ad aumentare
notevolmente la nostra media gol». Nonostante il ritardo in classifica il
presidente giallorosso riesce a trovare le motivazioni per valorizzare il lavoro
fatto da Roberto Crudeli: «Abbiamo portato a Lodi dei professionisti che stanno
cercando di trasmetterci un certo tipo di mentalità. In questo momento i nostri
giovani non stanno ancora trovando spazio, ma siamo soddisfatti per come vengono
seguiti in allenamento. La scorsa estate abbiamo scelto di portare a Lodi dei
campioni per un progetto a lunga scadenza: tra un anno qualcuno non sarà più in
pista e stiamo lavorando per cercare di creare in casa della valide alternative.
In prima squadra al momento non si vedono ancora i frutti di questo lavoro ma
chi segue quotidianamente gli allenamenti si rende conto del valore aggiunto
portato da certi professionisti». E per D'Attanasio l'Amatori ha tutte le carte
in regola per cominciare a correre: «Il calendario ci è favorevole - conclude il
presidente -: nel girone di ritorno affronteremo parecchi scontri diretti in
casa e mi auguro che, a differenza dello scorso anno, la squadra arrivi in
primavera con parecchia benzina nel motore. Quest’anno ho visto cose che non
avevo mai visto in passato: la squadra si è allenata il 30 dicembre e l’1
gennaio e qualcuno ha rinunciato a tornare in patria per le festività natalizie.
Insomma, sul piano dell’attaccamento e della professionalità abbiamo fatto una
grande salto in avanti. Anche nella metodologia di allenamento c’è un approccio
molto professionale: i risultati arriveranno come una logica conseguenza
dell'impegno di tutti».
Mario Raimondi
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