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11 Dicembre 2007

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11 Dicembre 2007

Hockey su pista - Coppa Italia

Questa sera (ore 20.45) al “PalaCastellotti” va in scena la finale di ritorno

Amatori, è la tua notte

I giallorossi di Crudeli provano a rimontare il 4-5 dell’andata contro il super Follonica «Loro sono più abituati a sfide di questo tipo, ma non sempre vince la squadra più forte»

LODI - Amatori credici! Per entrare nella storia riportando a Lodi la Coppa Italia quasi trent’anni dopo il successo del 1978 e per rientrare nel giro dell’hockey che conta dove per tradizione merita di stare. Sarà dura, anzi durissima, perché i ragazzi che indossano la maglia con i colori della città si troveranno di fronte la squadra che molti considerano la più forte di tutti i tempi: i “galattici” del Follonica, la prima e unica formazione italiana in grado di conquistare la Champions League e di laurearsi campione del mondo per club. Ma le condizioni per compiere l’impresa in questa finale di ritorno della Coppa Italia (stasera, ore 20.45 al “PalaCastellotti” e in diretta tv su RaiSportSat) ci sono tutte. A cominciare dal risultato dell’andata (5-4 per i toscani) che trasforma gara-2 quasi in una partita secca. Per continuare con una cornice straordinaria: in prevendita sono stati “bruciati” oltre 1300 biglietti, contando quelli da vendere stasera e i circa 120 spettatori provenienti da Follonica si arriverà intorno a quota 2500 (mai dopo la fine del glorioso Amatori nel 1996 una partita di hockey aveva richiamato così tanta gente al palazzetto). Infine non ci saranno nelle file del Follonica due fuoriclasse come Mirko Bertolucci, uno dei giocatori europei più forti dell’ultimo decennio, e Alberto Michielon, uno che la Coppa Italia l’ha vinta nelle ultime sei edizioni consecutive. Insomma, l’Amatori può davvero farcela.Per Roberto Crudeli, come del resto per Massimo Mariotti, le chance di conquistare il trofeo sono pari. «Vedo leggermente favorito il Follonica vista l’abitudine che ha a disputare gare di un certo tipo - le parole dell’allenatore-giocatore dell’Amatori -. Ma come ogni finale questa partita nasconde insidie particolari: non sempre la squadra più forte riesce a vincere. È una partita aperta a qualsiasi soluzione, l’importante è affrontarla nel modo giusto». E per Crudeli la squadra giallorossa arriva all’appuntamento nelle migliori condizioni possibili: «Nell’ultimo periodo abbiamo lavorato duramente, anche se in campionato qualcosa non è andato per il verso giusto - puntualizza il 44enne difensore di Forte dei Marmi -. Abbiamo avuto una serie di infortuni che ci hanno in parte condizionato, ma fortunatamente tutti stanno ritrovando la miglior condizione. Polverini non sente più dolore al polso mentre Karam ha assorbito la botta alla schiena e sta tornando sui livelli per lui abituali. Sabato a Giovinazzo, nonostante il 2-2 finale, abbiamo giocato una buona gara costringendo spesso i pugliesi nella loro metà pista. Insomma, siamo pronti per questo appuntamento: mi auguro che la partita non venga condizionata dall’arbitraggio». Tutto l’ambiente si sta ricompattando in vista di un appuntamento che potrebbe portare questo gruppo nella storia: Lodi non arriva in finale dal 1996 e l’unico successo in Coppa Italia risale al 1978: «Non abbiamo volutamente ricordato queste cose per non creare ulteriore tensione - spiega Crudeli -. L’ambiente è gia carico al punto giusto e la squadra saprà trovare tutte le motivazioni necessarie per una finale. Noi abbiamo tanta voglia di vincere, ma il Follonica ha dimostrato più volte di non fallire mai negli appuntamenti che contano». E Crudeli si aspetta una grossa mano anche dal pubblico: «Sappiamo che al palazzetto ci sara tantissima gente e non ho dubbi sul fatto che il pubblico ci darà una una grossa mano come ha sempre fatto in passato. Molto ovviamente dipenderà anche da noi: in pista cercheremo di dare tutto per ripagare il calore della gente. Sarà molto difficile, ma daremo il massimo». Top secret il quintetto iniziale, con Folli in ballottaggio con Brescia (favorito) per giocare in avvio insieme a Losi, Crudeli, Polverini e Karam: «Deciderò all'ultimo», chiosa Crudeli.

Mario Raimondi

Una vittoria lodigiana con un gol di scarto porta ai supplementari con il “golden gol”

Dopo la sconfitta per 4-5 nel match di andata al “Capannino”, per alzare al cielo la Coppa Italia l’Amatori Sporting dovrà vincere con due (o più) gol di scarto; in caso di pareggio o di sconfitta sarà invece il Follonica a conquistare il sesto trofeo tricolore della sua storia; in caso di successo giallorosso con il minimo scarto si andrà ai supplementari indipendentemente dal numero di gol segnati (quindi 1-0, 2-1, 3-2 o anche 10-9), visto che nell’hockey su pista non vige la regola del calcio per la quale contano doppio le reti segnate in trasferta. Dopo i 50 minuti regolamentari si disputeranno due overtime da 5 minuti l’uno, ma con il “golden gol”: una rete interromperà infatti il gioco assegnando direttamente il trofeo a chi la segnerà. In caso nessuna delle due squadre riuscisse a segnare la Coppa Italia edizione 2007 verrà decisa dalla lotteria dei rigori, con cinque tiri per parte; un’ulteriore parità porterà infine ai rigori a oltranza.

Nel 1978 l’unico trionfo lodigiano grazie al successo sul Giovinazzo, poi tre finali perse contro il Novara

Quella di questa sera è la quinta finale di Coppa Italia che vede impegnata una squadra di Lodi, la prima per l’Amatori Sporting, società nata sulle ceneri del glorioso Amatori. E proprio all’ormai scomparsa società giallorossa si devono i quattro precedenti, anche se il bilancio purtroppo parla di tre sconfitte a fronte di un solo trionfo, quello dell’ormai lontano 1978. Quella squadra in cui a fianco del mito Antonio Livramento sbocciava il talento del giovanissimo Aldo Belli pareggiò il match di andata sulla pista di Giovinazzo per poi travolgere i pugliesi per 7-1 al “Revellino” e alzare al cielo il primo trofeo nella storia dell’hockey cittadino. In realtà gli annali riportano un precedente addirittura nel 1966, proprio nella prima edizione della Coppa Italia, ma i dati si perdono nei meandri di una storiografia poco precisa: l’albo d’oro riporta infatti una finale tra il Novara e un non meglio precisato A. Lodi, ma l’Amatori nasceva proprio quell’anno (partendo dalla Serie C) e l’Hockey Club navigava in cattive acque e a fine campionato sarebbe retrocesso in B. E in città nessuno ricorda che i bianconeri avessero giocato una finale. Per ritrovare Lodi nell’ultimo atto della Coppa Italia bisogna poi arrivare al 1987, lo stesso anno del trionfo giallorosso in Coppa Cers: niente da fare però nella doppia sfida con il fortissimo Novara, capace di imporsi per 8-2 al “Dal Lago” e 8-4 al “Revellino” contro la squadra allenata da Rinaldo Uggeri. Sono due infine le finali disputate e perse dall’Amatori negli anni Novanta, sempre contro il Novara: si giocò in gara secca e i pluridecorati piemontesi vinsero sia al “PalaCastellotti” (4-2 in rimonta, in panchina ancora Rinaldo Uggeri) nel 1993 che al “Dal Lago” (3-1, con allenatore-traghettatore Marino Severgnini dopo l’addio di Innocenti) nel 1996, anno in cui poi la società di Dossena fallì. Adesso tocca all’Amatori Sporting provarci, anche se come i loro precedessori i giallorossi attuali avranno come rivale il top dell’hockey nazionale.

Il tecnico dei “galattici” sa di potersi fidare dei suoi giocatori

Mariotti non è sazio: «Noi sappiamo già come si fa a vincere»

FOLLONICA - “La storia appartiene a chi la scrive, non a chi la racconta”. Questo si legge sullo striscione esposto sopra la curva del “Capannino” a Follonica. E i giocatori del club biancazzurro questa sera cercheranno di scrivere un’altra pagina importante della loro storia: la storia di quella che per molti è la squadra più forte di tutti i tempi, la prima italiana a conquistare la Champions League rompendo il monopolio storico di formazioni spagnole e portoghesi.Dopo la gara di andata finita 5-4 per i toscani il tecnico Massimo Mariotti vede ancora un sostanziale equilibrio nella finale di ritorno di stasera a Lodi: «Al momento le due squadre hanno il 50 per cento a testa di possibilità di conquistare questa Coppa Italia - spiega l’ex ct della Nazionale italiana -. Il risultato dell’andata lascia praticamente intatte le chance dell’Amatori. Mi auguro che sia una bella partita e che alla fine vinca chi ha giocato meglio senza interferenze di alcun tipo. È un appuntamento importante per l’hockey italiano e spero tanto che gli arbitri passino inosservati».Mariotti dovrà fare a meno di due pedine preziose come il bomber Mirko Bertolucci e il difensore Alberto Michielon, entrambi squalificati, ma non lascia spazio ad attenuanti: «Se Mirko e Alberto non ci saranno è perché hanno sbagliato. Comunque abbiamo una rosa in grado di fare bene nonostante le due defezioni molto pesanti. Il Lodi dovrà fare due gol in più di noi per portare a casa il trofeo e sicuramente dovrà modificare il suo atteggiamento rispetto a quanto ha fatto nella gara di andata. Noi abbiamo un vantaggio psicologico per il 5-4 del “Capannino”, ma l’Amatori vorrà fare una grande prova davanti al suo pubblico. Viste le circostanze cercheremo di fare una gara intelligente, studiando in anticipo possibili soluzioni da adottare nel corso del match. Ci sono tanti modi per vincere una partita e noi abbiamo dimostrato in questi anni di saper vincere molto, soprattutto nei momenti importanti».Per Mariotti, nonostante le tante vittorie collezionate in questi anni, il Follonica ha ancora una gran voglia di vincere e i suoi giocatori sapranno trovare anche questa volta le giuste motivazioni: «Noi giochiamo sempre per vincere, indipendentemente dalla competizione. Questa è una finale di Coppa Italia e a fine stagione quando vai a tirare le somme questo trofeo ha il suo peso. Lodi si riaffaccia a una finale dopo tanti anni nell’ombra e ovviamente avrà stimoli molto particolari».In chiusura Mariotti, campione del mondo e d’Europa insieme a Crudeli, riconosce che una piazza come Lodi meriterebbe sempre questi traguardi: «Per l’hockey italiano è sicuramente un bene rivedere una squadra di Lodi ai massimi livelli - conclude -. È un controsenso che una piazza con una tradizione e un pubblico così abbia vinto poco nella sua storia; paradossalmente il Prato in pochi anni è riuscito a vincere di più. Mi auguro che sia soprattutto una festa per questo sport: ci sarà il pubblico delle grandi occasioni e anche i nostri tifosi ci seguiranno come al solito numerosi. Vinca il migliore».

Ma. Ra.

Cinque finali giocate e cinque successi per il club toscano

Il Follonica non ha mai perso una finale di Coppa Italia: ne ha giocate cinque e ne ha vinte cinque, numero che ne fa il secondo club più titolato dietro all’inarrivabile Novara (che è addirittura a quota 20). Oltre alle ultime tre, da quando sono diventati i “galattici” dell’hockey italiano ed europeo con l’arrivo dei Mariotti, dei Bertolucci e dei Michielon, nell’albo d’oro della manifestazione figurano altri due trionfi dei maremmani. Il primo nel 1977, un anno prima dell'Amatori: sconfitta per 2-3 a Giovinazzo e netto successo per 10-4 al ritorno; stesso avversario nel 1982 per la seconda Coppa e doppia sfida equilibratissima con un 4-4 in gara-1 e un 5-4 nel retour match. Storia recente le ultime tre vittorie: nel 2005 in finale unica è arrivato il successo di misura (2-1) sul Bassano 54; nel 2006 doppio successo contro il Prato (8-4 e 6-2); lo scorso anno infine doppio 5-2 nelle sfide contro il Bassano 54. Nell’albo d’oro del Follonica, club sorto nel 1952, oltre alle cinque Coppe Italia, ci sono anche tre scudetti (2005, 2006 e 2007), due Supercoppe italiane (2005 e 2006), una Coppa Cers (2005), una Champions League (2006, la prima nella storia dell’hockey italiano) e una Coppa Intercontinentale (2007).

 

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