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15 Novembre 2007 Hockey su pista - Serie A1 Il bomber dell’Amatori lo scorso anno segnò 51 gol ma adesso è fermo a un solo centro Dove è finito l’infallibile killer Brescia? Crudeli gli chiede tanta difesa e l’argentino fatica in zona-gol LODI - Che fine ha fatto mister 51 gol? È il grande quesito che si pongono in questo momento tifosi e appassionati lodigiani nel momento più delicato, soprattutto per gli infortuni a catena che stanno riducendo all'osso la rosa, della fin qui esaltante stagione dell'Amatori. Che fine ha fatto l'Ariel Brescia versione 2006/2007, quel rapace dell'area di rigore capace di trascinare quasi da solo la formazione giallorossa ai play off? Come mai in una squadra di altissimo livello come quella di quest'anno il bomber argentino non riesce a esplodere come un anno fa? Proviamo a fare il punto della situazione. Finora, va detto, il rendimento dell’attaccante di San Juan è stato decisamente negativo, condizionato in parte da un problema muscolare, e il suo contributo in zona gol assolutamente insoddisfacente. Va ricordato però che, fermi restando lo scarso rendimento in pista e i problemi fisici vari, Brescia rimane comunque ad oggi il miglior marcatore stagionale dell'Amatori con i suoi 8 gol (uno solo in campionato, ma ben 7 in Coppa Italia con un contributo determinante per il raggiungimento della finale e il gol della speranza nell'andata a Follonica). Rispetto a un anno fa, quando l'allenatore Perin impostò la squadra in funzione sua per esaltarne le incredibili doti realizzative, oggi la filosofia hockeistica vincente di Crudeli prevede tutto un altro tipo di gioco: non più la squadra che gioca per il bomber, ma il bomber che si sacrifica molto in fase difensiva e svolge un duro lavoro di marcatura. A cui, va detto, l'argentino non è mai stato abituato. Questo porta Brescia a fare un lavoro sfiancante, a rientrare sempre nella propria metà pista e poi a ripartire, togliendogli lucidità sotto porta, elemento fondamentale per un attaccante di razza: da qui i molti errori, anche grossolani, che sta commettendo in questo avvio di stagione che gli hanno impedito di gonfiare la rete persino con tiri a uno e rigori. Può essere che il sacrificio che gli chiede Crudeli lo condizioni anche mentalmente, ma non bisogna dimenticare che anche l'anno scorso Brescia faticò a ingranare, per poi esplodere nella seconda parte della stagione, anche se il misero punticino realizzato a Bassano (unico gol dell'argentino in campionato) fa pensare. Un altro aspetto da considerare è quello legato al minutaggio: in questo avvio di stagione Brescia non è più considerato un insostituibile, se è vero che nelle cinque gare fin qui disputate in campionato è sempre uscito e spesso per molti minuti (solo un quarto d'ora giocato a Trissino e venti minuti sabato con il Novara) e che nella finale di Follonica (complice anche l'infortunio) ha passato quasi tutto il primo tempo in panchina. Spesso le sue prestazioni insufficienti hanno indotto al cambio, ma Brescia ha spesso abituato la platea a prestazioni così così condite magari da tre o quattro gol e probabilmente per ritrovarsi ha bisogno di giocare con più continuità. Finora i tifosi hanno intravisto il vero Brescia solo nel 3-1 di Coppa Italia con il Valdagno, in cui l'argentino mise a segno la tripletta che spalancò all'Amatori le porte della finale. Quel che è certo è che Brescia ha bisogno di gol e fiducia e soprattutto l'Amatori ha bisogno dei gol di Brescia per tornare a vincere. Stefano Blanchetti |
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