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1 Novembre 2007

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1 Novembre 2007

Hockey su pista - Coppa Italia

L’esplosione del difensore lodigiano richiesto da Crudeli

Folli, sorpresa non per caso

«Volevo tornare grande con questo Amatori»

LODI - L’Amatori che vince e che gioca una finale alla pari con i “galattici” del Follonica, riuscendo quasi nell’impresa di uscire imbattuto dal “Capannino”, ha il volto felice e sorridente di Alessandro Folli, sempre più pedina fondamentale nello scacchiere giallorosso. Alzi la mano chi quest’estate avrebbe scommesso sull’esplosione del difensore lodigiano, richiamato in maglia giallorossa dal nuovo tecnico Roberto Crudeli dopo stagioni così così passate sulle piste della Serie A2; sicuramente proprio l’allenatore (e suo grande amico) toscano, che sin dal primo giorno di insediamento sulla panchina dell’Amatori ha richiesto espressamente Folli nella sua squadra, e il difensore lodigiano stesso che ha voluto fortemente tornare a vestire questa maglia per tornare ad assaporare quel clima vincente già respirato negli anni ’90.La scommessa per ora è vinta, perchè Folli da alternativa ai titolari si sta ritagliando, grazie a prestazioni sempre convincenti condite da ben 4 gol pesanti, un ruolo sempre più importante, fino a meritarsi una maglia da titolare nella finale d’andata di Coppa italia andata in scena a Follonica martedì. «Partire in quintetto in una sfida come quella dell’altra sera è stata una bella soddisfazione personale - attacca il 33enne difensore dell’Amatori -, segno che sto lavorando bene e che nei minuti in cui gioco riesco a fare il mio dovere. Per riuscire a rendere come sto facendo in questo momento e segnare anche dei gol ci vuole anche un po’ di fortuna, ma come ho già detto oggi sono un giocatore diverso dal passato: con gli anni sono cambiato e oggi in pista c’è un Alessandro Folli più maturo che riesce a comprendere meglio quello che Roberto esige. Tutto ciò mi permette di dare sempre il massimo e rendermi utile alla causa. In estate ho voluto fortemente far parte di questo gruppo e tornare a indossare questa maglia, e i fatti mi stanno dando ragione. Sto bene ed è un periodo in cui riesco anche a segnare gol determinanti come quello di Follonica. Spero di continuare così, ma soprattutto di riuscire sempre a dare il mio contributo senza mai far perdere alla squadra il suo equilibrio».Sulla splendida gara di Follonica, Folli esalta il grande valore del gruppo giallorosso: «Per fare gara alla pari in quella pista e contro quella squadra serviva una partita perfetta. L’avevamo preparata benissimo nei minimi dettagli, ma poi quando sei in pista è tutta un’altra cosa e non ce la fai se non c’è un gruppo giusto - prosegue il numero 88 giallorosso -. A Follonica, oltre che una grande squadra, abbiamo dimostrato di essere un gruppo eccezionale e molto unito che lotta e si sacrifica sino alla fine. Ariel Brescia è partito fuori e certo non poteva essere al settimo cielo, ma poi quando è entrato è stato determinante segnando un grandissimo gol: in questo modo possiamo arrivare lontano».Il pensiero va alla gara di ritorno del 27 novembre, data in cui l’Amatori e Folli torneranno dopo anni a giocarsi un importante trofeo: «Ora è finito il primo tempo e c’è da giocare il secondo a Lodi. Non dobbiamo pensare di poter vincere in qualsiasi momento contro il Follonica, ma di potercela giocare alla pari quello sì; dovremo rifare una partita perfetta come martedì, se non meglio, ma avremo la grande spinta del pubblico che ci darà ulteriore forza. Sono sicuro che a Lodi il palazzetto non basterà a contenere tutti i tifosi...».

Stefano Blanchetti

Per Mirko Bertolucci due turni di stop: «Decisione assurda»

Sul Follonica si abbatte la scure del giudice sportivo: a meno di clamorose marce indietro sempre possibili come insegna il “caso Zalayeta” nel calcio, il 27 novembre nella gara di ritorno della finale di Coppa Italia a Lodi non saranno in pista Alberto Michielon (e fin qui niente di strano considerata l’espulsione di martedì) e Mirko Bertolucci, squalificato per due turni con la motivazione per una parola di troppo che avrebbe rivolto a uno dei direttori di gara nel tunnel degli spogliatoi, a partita ormai conclusa. «Francamente casco dal pero - commenta l’attaccante toscano, ex Amatori -. L’arbitro si è sbagliato se ha inteso rivolta a lui la frase “smettila, fenomeno da baraccone” che ho pronunciato nei confronti di un nostro dirigente che stava scherzando. Tra l’altro la partita era finita da un’ora e non c’era animosità, io poi ci tengo alla mia immagine di giocatore corretto. Spero che la società faccia ricorso e che emerga la verità: mi dispiacerebbe non giocare la finale di ritorno, soprattutto in un palazzetto come quello di Lodi. Adesso sono molto triste: questo sport comincia a scricchiolare, succedono cose strane e noi a Follonica ci sentiamo nel mirino». Della partita di martedì con l’Amatori parla invece il «Il 5-4 è risultato giusto. In tutta onestà abbiamofratello Ale Bertolucci: giocato nettamente al di sotto delle nostre possibilità, però devo dire che l’Amatori ne ha approfittato alla perfezione». Lo starting five lodigiano con Folli al posto di Brescia non ha stupito il 38enne attaccante viareggino: «Conosco il valore di Alessandro, che difende meglio dell’argentino, e devo dire che se fossi stato l’allenatore del Lodi avrei fatto la stessa scelta in previsione di una gara prettamente difensiva». Quanto al ritorno... «Per il Follonica - conclude Ale Bertolucci - venire a Lodi è come andare a Lisbona, Oporto o Barcellona, dove c’è un grande pubblico. A proposito, voglio fare i complimenti ai tifosi di Lodi e di Follonica, che martedì anche davanti alle telecamere della Rai hanno dimostrato che il nostro non è uno sport pericoloso come si vuol far credere».

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