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20 Agosto 2007

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20 Agosto 2007

Hockey su pista - Serie A1

Il supervisore giallorosso Severgnini ci guida in un viaggio tra le nostre migliori squadre di sempre

Questo Amatori può entrare nella storia

«Ricorda quello che vinse la Coppa Cers, con quattro grandissimi»

LODI - La straordinaria campagna acquisti del nuovo Amatori 2007/2008 sta già infiammando i tifosi che, con gli arrivi illustri di veri fenomeni dell’hockey contemporaneo quali Crudeli, Polverini e Karam, sommati alla conferma del bomber Brescia, cominciano a pregustare una stagione ricca di soddisfazioni. In città la speranza è che il nuovo corso giallorosso possa tornare finalmente a entusiasmare la piazza, magari come fecero in passato altre strepitose corazzate lodigiane. E proprio da questo punto nasce l’idea di provare, in un romantico quanto improbabile ritorno al passato, a paragonare l’Amatori della stagione che verrà (stamattina il pre-raduno con i giocatori lodigiani, in attesa dei big) con la squadra che vinse lo storico scudetto nel giugno del 1981, o quella che nel 1994 alzò la Coppa delle Coppe; o cercare di capire se l’Amatori del 1978, quello della prima storica Coppa Italia, ha qualcosa in comune con quello che nel 1987 trionfò in Coppa Cers. Un tuffo nella storia passata, presente e magari futura dell’Amatori, accompagnati da Marino Severgnini che in quelle squadre ha giocato e ora nel nuovo Amatori ha la funzione di supervisore, dall’alto della sua competenza.

AMATORI 1978«Quella del 1978 era una squadra che se avesse avuto la possibilità di allenarsi in un certo modo avrebbe sicuramente vinto qualcosa di più. In campionato finimmo quarti, ma se ci fossero stati i play off penso che avremmo potuto vincere: purtroppo entrammo in forma troppo tardi E poi come parziale consolazione arrivò la Coppa Italia. Avevamo Dalceri in porta, io, Facchini, Franchi e il vero fenomeno e leader della squadra che era Livramento, sempre in grado di fare la differenza. Era un giocatore inarrivabile, un po’ come Maradona per il calcio, che con la stecca e la pallina faceva ciò che voleva: davvero il più grande di tutti. Se fosse rimasto anche l’anno dopo avremmo sicuramente vinto ancora».

AMATORI 1981«Quell’anno era partito un progetto per vincere e il tassello fondamentale fu Giulio Fona, che divenne subito leader indiscusso del gruppo. Con qualche ritocchino anche quella squadra avrebbe potuto vincere di più, anche se la conquista del tricolore rimane un’impresa storica e ineguagliabile. Era una squadra quadrata, con cinque-sei giocatori molto forti e intercambiabili, impostata sul grande talento e carisma di Fona. Variavamo modo di giocare: potevamo metterci a tre dietro, io, Fantozzi e Rizzitelli, con Fona come terminale, oppure a due con davanti il tandem Fona-Belli che divenne ben presto inarrestabile. Quella era davvero una formazione forte in ogni modo».

AMATORI 1987«L’Amatori che vinse la Cers era composto da quattro grandissimi giocatori più una riserva che ogni tanto faceva rifiatare i titolari, un po’ come quella di quest’anno. La novità di quella stagione era Rocha, ottimo giocatore dotato di un gran tiro dalla distanza, che si integrò benissimo con Belli: insieme hanno realizzato una caterva di gol facendo la differenza. Dietro, oltre a Saccò che era senz’altro un gran portiere, c’erano due rocce come Citterio e Luz. La tattica era quella di aspettare l’avversario per poi ripartitre con i due fuoriclasse davanti: una tattica che per l’hockey del tempo si rivelò azzeccatissima e produsse una Coppa Cers».

AMATORI 1994«Anche quella che vinse la Coppa delle Coppe era senza dubbio una buona squadra, dotata anche di maggiori alternative. Il problema era che per vincere qualcosa si dovevano “rubare” i giocatori a Monza e Novara che erano due formazioni stellari, altrimenti si arrivava sempre dietro come è successo. Comunque quella squadra aveva i due Bertolucci più Belli in attacco e Gonella e Cinquini davanti a un altro grandissimo portiere come Cupisti; poi c’erano anche Marrone e un giovane Folli che si ritagliva il suo spazio. Di certo una buona squadra che vinse meritatamente un trofeo europeo, dopo le delusioni patite in Italia».

AMATORI 2007«Quella di quest’anno è una squadra che se si amalgama bene può fare grandi cose, perché tutti sanno giocare a hockey. Crudeli guarderà agli equilibri di squadra e a dettare i tempi, al resto ci penseranno gli altri: Polverini dà ordine, Karam sa saltare l’uomo come pochi e Brescia fa gol, magari meno dell’anno scorso ma più decisivi. I due portieri dovranno essere all’altezza, non sentire troppo la concorrenza e la pressione per dimostrare il loro valore. Penso che sia un’orchestra ben gestita che saprà far crescere anche qualche giovane. Di sicuro se la giocherà con tutti, specialmente in casa». Infine l’elezione da parte di Severgnini dell’Amatori più forte di sempre e di una sua ideale “supersquadra”: «Penso che la squadra del 1978 con Livramento fosse un po’ come il Napoli di Maradona, forte e spettacolare. Anche l’ultimo Amatori prima del fallimento, quello del 1995/96, era un’altra grandissima squadra, divenuta eccezionale con l’arrivo di Crudeli. Se devo scegliere una mia squadra ideale metterei Fontana in porta, Fantozzi e Rizzitelli dietro e Fona e Livramento in attacco; in panchina Cupisti, io e Cinquini per la difesa, Belli con Mirko Bertolucci per l’attacco. Davvero una super squadra».

Stefano Blanchetti

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