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21 Febbraio 2008 Hockey su pista - Serie A1 Martedì a Novara è arrivato un altro stop L’Amatori è forte contro i deboli, ma non vince mai con le “grandi” LODI - Amatori, il salto di qualità non arriva mai. La sconfitta di martedì a Novara ha confermato che i giallorossi, forti con i deboli, sono purtroppo deboli contro i forti. Settimi a pari merito con il Breganze, sono esattamente a metà della classifica, hanno sei squadre davanti e sei dietro. E dei loro attuali 23 punti, uno solo è stato strappato alle rivali che li precedono, il 2-2 subìto in rimonta dallo stesso Novara nel match di andata al “PalaCastellotti”. Per il resto, al di là di sconfitte sempre e comunque onorevoli nel punteggio e spesso anche nel confronto tecnico, non hanno raccolto nulla: 2-3 a Trissino, 2-4 sia a Follonica che a Viareggio, 1-3 con il Bassano, 2-4 con il Valdagno, 3-4 con il Trissino e, appunto, 2-4 martedì a Novara. Il conto è presto fatto: otto partite contro le prime della classe e un solo punto conquistato. Per contro il bilancio con le ultime sei è lusinghiero: in rigoroso ordine cronologico sono arrivate le vittorie con il Castiglione (1-0), l’Ash (4-2), a Bassano con il Roller (4-3) e il Prato (3-1), i pareggi a Giovinazzo (2-2) e Forte dei Marmi (1-1), il successo a Castiglione (5-3), il pari nel derby di ritorno (4-4) e la nuova vittoria sul Roller Bassano (6-4). Anche qui il conto è rapido: nove partite e ben 21 punti all’attivo, senza sconfitte. Detto che a completare l’attuale classifica dell’Amatori va inserito il pareggio di Breganze (4-4), è evidente che il bilancio è decisamente in rosso se confrontato con le aspettative della vigilia.Invece finora i portieri (in realtà Losi più di Passolunghi, che ha giocato una gara sola) non hanno fatto quel salto di qualità necessario per garantire sicurezza ai compagni e quindi “suggerire” loro un po’ più di spregiudicatezza nel gioco. Brescia ha avuto qualche guaio fisico ma soprattutto non ha trovato il coraggio per adattarsi alla nuova mentalità più difensivistica della squadra. Crudeli, Polverini e Karam non sempre hanno reso al massimo, alternando prestazioni di livello assoluto a cali di forma repentini. Il primo cambio Folli era partito forte, tanto da guadagnarsi i galloni da titolare, ma pian piano è calato sotto il peso di responsabilità che probabilmente non sono nelle sue corde. E quando solo un giocatore del quintetto non ha reso al cento per cento, in un campionato tanto equilibrato, l’Amatori non ha avuto la forza per fare il salto di qualità. Perché dietro francamente c’è poco. E la panchina non è utilizzata, se si esclude qualche minuto concesso a D’Attanasio, perché un motivo di fondo c’è. I panchinari (a 23/24 anni non si possono più definire giovani) non giocavano nemmeno gli anni scorsi con in panchina Belli, Caricato, Citterio e Perin e, al di là delle dichiarazioni di facciata della dirigenza, è chiaro che non hanno il passo della Serie A1. L’ideale sarebbe vederli all’opera in A2, piuttosto che come avviene adesso in una B dai modesti contenuti tecnici, ma visto che non è possibile bisogna fare di necessità virtù. E in quest’ottica va letta l’ennesima richiesta alla società da parte di Crudeli (non più tardi di qualche giorno fa) del reintegro in rosa di Baffelli. Del resto visto che né le vittorie (sei finora) né le sconfitte (sette) hanno offerto uno scarto superiore ai due gol è palese che ai giallorossi manchi proprio quell’elemento in grado di modificare ritmi ed equilibri. Se con le ultime l’Amatori ha vinto quasi sempre e con le prime mai, un motivo probabilmente c’è. E non può essere solo la tanto contestata gestione di Crudeli. Marco Opizzi |
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