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24 Aprile 2007 Hockey su pista - Serie A1 L’ormai certo arrivo di Crudeli all’Amatori ufficializza di fatto la rinuncia all’attuale tecnico C’è tanta rabbia nell’addio di Perin «Mi avevano detto che un allenatore-giocatore non andava bene...» LODI - Nel giorno della presentazione ufficiale di Roberto Crudeli come nuovo allenatore (e giocatore) dell'Amatori Sporting, l'ormai ex tecnico giallorosso Andrea Perin dice addio e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Penso che non ci sia molto da dire - le sue prime parole -. Semplicemente fino a qualche giorno fa io ero l'allenatore dell'Amatori, ora lo è Roberto, tutto qui. Sono cose che fanno parte dello sport e certo non si possono criticare le scelte della società, che ha allestito una squadra certamente forte e competitiva con un allenatore molto valido: quello che non ho trovato giusto sono stati i modi con cui si è arrivati a questa scelta».Andrea, partiamo allora dal tuo stato d'animo: come ti senti ora che di fatto non sei più l'allenatore dell'Amatori?«Ad essere sincero sono molto triste e dispiaciuto per come sono andate a finire le cose. Io nella mia carriera ho girato diverse città, ma come ho sempre detto a Lodi mi sono trovato benissimo e mi spiace lasciare molti amici con cui ho condiviso tanti bei momenti in questo anno e mezzo. E non parlo solo di gente dell'ambiente hockeistico, ma anche di molte altre persone splendide conosciute in città. Mi spiace ovviamente anche non poter portare avanti un progetto sportivo in cui credevo molto, ma ripeto: il rammarico più grande è lasciare gente con cui in questo periodo mi sono trovato bene come mai mi era successo in passato».Cosa ti ha fatto più male in tutta questa vicenda?«Torno a ripetere: non si possono discutere le scelte della società, ma i modi. Avevamo fatto due riunioni dalle quali, pur scontrandoci un po', mi pareva fosse emersa quanto meno la possibilità di poter continuare insieme, tant'è che si era abbozzato un programma di lavoro estivo. La cosa che mi ha dato più fastidio è stata la mancanza assoluta di chiarezza che ha accompagnato tutta questa storia, ma evidentemente qualcuno è abituato a gestire le cose in questo modo che io non trovo corretto».Se dovessi cercare un motivo che secondo te ha influito più di altri in questa decisione, fermo restando che i risultati della pista sono stati più che soddisfacenti, quale potrebbe essere?«Non so se c'è stato un motivo preciso piuttosto che un altro. Diciamo che il fatto di aver fatto giocare poco i giovani può avere forse influito, ma più di tutto penso che sia stata una scelta dettata da incompatibilità a livello personale: semplicemente credo che non andassi più bene proprio come persona, prima ancora che come allenatore. In ogni caso io girerò comunque a testa alta, anzi forse dopo tutta questa vicenda ancora più di prima».Cosa pensi della scelta ormai certa del tuo successore Crudeli?«Diciamo che anche qui ci sono degli aspetti che mi lasciano un po' perplesso, come quello di prendere un allenatore-giocatore dopo che quest'anno il doppio ruolo sembrava non andare bene, visto che a un certo punto la società mi ha chiesto di non scendere più in pista. In ogni caso sono convinto che Roberto sia la persona giusta per far capire bene a qualcuno molte cose. Sono felicissimo che sia lui il mio successore, perché lo conosco bene, è un grande allenatore che ci sta benissimo in una piazza appassionata ed esigente come Lodi. Faccio un enorme in bocca al lupo a lui, alla squadra e a tutti i tifosi perché possano togliersi grandi soddisfazioni. La gente di Lodi si merita di avere una grande squadra e spero che l'Amatori possa tornare da subito dove merita. Io sarò sempre un grande tifoso di questa squadra e avrò sempre questi colori nel cuore».In attesa di chiudere il suo capitolo lodigiano Perin (salvo sorprese) domani sarà a Novara con l'Under 23 dell’Amatori per una delle sue ultime panchine giallorosse. Prima di salutare Lodi e i suoi tifosi, ponendo fine a quella che è stata una breve ma intensa e indelebile avventura. Stefano Blanchetti In quattordici mesi anche il sesto posto al Mondiale per club Andrea Perin comincia la sua avventura sulla panchina dell’Amatori il 4 febbraio 2006 perdendo in casa 4-2 con il Bassano 54, dopo essere subentrato a Roberto Citterio in seguito al pesante tonfo di Novara (sconfitta 12-4 contro la Roller). Dopo 9 partite con uno score di 6 sconfitte, 3 pareggi e nessun successo il tecnico valdagnese vede il suo Amatori retrocedere. Dopo il ripescaggio estivo in A1, la nuova stagione si apre con la Coppa Italia dove il nuovo Amatori targato Perin, stavolta in versione allenatore-giocatore, perde tutte e tre le partite del primo girone a Viareggio. Il riscatto al primo Mondiale per club a Luanda in Angola, con uno score di 3 vittorie e 2 sconfitte in 5 gare per un ottimo sesto posto finale. Nel campionato di A1 poi Perin ha condotto l’Amatori a una salvezza più che tranquilla, sfiorando addirittura i play off e finendo al nono posto con un bilancio di 10 vittorie, 2 pareggi e 14 sconfitte. Nelle vesti di giocatore in maglia giallorossa Perin chiude con un bilancio di 10 presenze e 3 gol in campionato, 5 presenze con 4 gol nel Mondiale per club. |
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