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25 Giugno 2007 Hockey su pista - Serie A1 Severgnini, Uggeri, Ale Losi e D’Attanasio jr.: la “linea verde” verso la stagione della verità Amatori, per i giovani è l’ultima chance «Giocare con i campioni arrivati è un’occasione da sfruttare» LODI - Sarà l’anno della grande occasione. Una stagione che potrebbe segnare la svolta nella carriera agonistica dei giovani lodigiani. L’Amatori del resto ha costruito una squadra ricca di campioni anche per agevolare la loro crescita. E i quattro giallorossi Luca Severgnini, Alessandro Uggeri, Alessandro Losi e Paolo D’Attanasio non vedono l’ora di giocarsi le loro chance. Luca Severgnini è quello che vanta la maggior esperienza in prima squadra: «Sono nel giro della prima squadra ormai da sei stagioni - spiega il difensore - ma ovviamente non ho mai avuto la possibilità di confrontarmi con giocatori come quelli che da settembre vestiranno la maglia giallorossa. La società quest’anno ha deciso di cambiare rotta, apportando parecchie novità. L’anno scorso abbiamo fatto un buon lavoro, ma evidentemente c’è la volontà di migliorare ulteriormente. Arriverà un allenatore nuovo che porterà anche metodi di lavoro diversi, sicuramente molto professionali vista la sua esperienza. Per quanto mi riguarda cercherò di osservare questi giocatori imparando i trucchi del mestiere. Crudeli è sempre un grande campione, Polverini ha un possesso di palla invidiabile e Karam è uno dei migliori giocatori dal punto di vista tecnico. Ovviamente, non potendo più far parte della squadra di Serie B per raggiunti limiti di età, mi auguro di trovare sempre più spazio e di poter essere utile. Non ho ancora parlato con il tecnico, ma sono convinto che le possibilità per i giovani saranno anche condizionate dai risultati. Poter giocare al fianco di tre grandi campioni, comunque, è senza dubbio una grande occasione per tutti noi giovani». Anche per Ale Losi l’obiettivo è quello di trovare sempre più spazio: «Siamo reduci da una stagione nella quale non abbiamo giocato tantissimo - spiega -. Vista la situazione, però, è stato forse giusto così: prima dovevamo toglierci dalle zone calde della classifica, poi abbiamo avuto la grande chance di entrare nei play off e ce la siamo giocata sino all’ultima giornata. Tuttavia per quanto mi riguarda ho avuto modo di migliorare soprattutto sul piano tattico. L’anno prossimo sarà sicuramente un anno importante per tutti noi,ma non decisivo. Lodi è una piazza giustamente ambiziosa dove è difficile emergere: non dobbiamo bruciare le tappe, ma creare le condizioni per un inserimento graduale». Per Alessandro Uggeri è difficile fare previsioni: «Non mi aspetto qualcosa in particolare - attacca - ma sono convinto di poter imparare tantissimo al fianco di giocatori come Crudeli, Polverini e Karam, soprattutto sul piano della mentalità. La società ha costruito una grande squadra e il fatto di potersi allenare con campioni di un certo calibro è già un’ opportunità importante. Il mister farà la sue scelte: siamo in quattro ed ognuno cercherà di meritarsi degli spazi. Cercherò di dare il massimo per poter dimostrare le mie qualità». Paolo D’Attanasio è il più giovane dei quattro, ma vanta un trascorso nelle giovanili di tutto rispetto grazie alla indiscutibili qualità realizzative: «L’anno scorso ha segnato cinque gol in A1, l’obiettivo è quello di migliorare quel traguardo giocando anche un po’ di più - afferma l’attaccante lodigiano -. Mi sento pronto per affrontare una stagione che potrebbe dare una svolta alle nostre ambizioni. Tra noi giovani ci sarà una giusta competizione, ma tutti avranno la possibilità di imparare molto dai campioni che sono arrivati. Per noi sarà veramente una stagione importante». Mario Raimondi Hockey su pista – Mondiali Trionfo iberico davanti alla sorpresa Svizzera: azzurri quarti con onore La Spagna è regina, la “baby” Italia cresce Montreux - Si è chiusa sabato sera a Montreux la 38esima edizione dei campionati del Mondo di hockey su pista, una rassegna iridata ricca di sorprese e colpi di scena con una sola, grande conferma: la Spagna dei fenomeni è di nuovo sul tetto del mondo, conquistando il titolo numero 13 della sua storia e bissando il successo californiano di due anni fa. E tra le piacevoli rivelazioni di questo mondiale va inserita senza dubbio anche la giovane Italia di Alessandro Cupisti, partita per la Svizzera tra mille dubbi e nello scetticismo più totale e rientrata con una grande certezza: siamo ancora tra le migliori quattro nazioni al mondo e lo siamo con pieno merito. Sabato sera gli azzurri hanno persino sfiorato un posto sul podio, piegati solo dopo i rigori dalla più quotata Argentina, dopo una gara di gran carattere e personalità che all'intervallo ci vedeva in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Palagi e Squeo. Nella ripresa però il talento dei sudamericani ci ha messo pian piano alle corde, accorciando le distanze prima con Lopez e pareggiando poi col fenomeno del Valdagno Nicolia. I ragazzi di Cupisti si difendono strenuamente anche nei supplementari, ma dal dischetto vengono condannati dalla rete di Alvez. Una sconfitta che non scalfisce l'ottimo mondiale degli azzurri, capaci con un gruppo giovanissimo (24 anni l'età media) di dominare il proprio girone, sconfiggendo anche la Svizzera poi laureatasi vice campione del mondo, di eliminare un'ostica Francia con una prestazione di grande qualità e di sfiorare l'impresa contro l'Argentina. Senza dimenticare il primo tempo della semifinale contro la Spagna che ci ha visti giocare alla pari dinnanzi alla più forte nazionale al mondo. Una rassegna iridata insomma che ci consegna un'Italia già competitiva nonostante la giovane età e la mancanza di esperienza internazionale, con un gruppo solido e unito che ha dimostrato di avere già ottime basi per tornare ai massimi livelli europei e mondiali nei prossimi anni. «La gara con l'Argentina è stata l'ultima di una serie di ottime prestazioni - commenta il commissario tecnico azzurro Cupisti a fine mondiale -: questi giovani hanno dimostrato di avere gli attributi al posto giusto. Torniamo a casa con la consapevolezza di essere tra le migliori quattro squadre al Mondo pur avendo degli elementi che giocano poco nei loro club. Voglio concludere ringraziando i ragazzi e tutto lo staff che hanno formato un unico grande gruppo che ci ha permesso di arrivare fin dove siamo arrivati». Tra le delusioni di questo mondiale spicca il Portogallo che, per la prima volta nella sua storia, ha mancato l'accesso alle semifinali perdendo al golden gol con la Svizzera ed è finito addirittura sesto, sconfitto anche dalla Francia. Al di sotto delle aspettative anche l'Argentina, che si è dovuta accontentare del bronzo dopo essersi inchinata anche lei ai padroni di casa elvetici. E proprio la Svizzera rappresenta la più grande sorpresa di questi mondiali: i rossocrociati, dopo aver steccato l'esordio con gli azzurri e sconfitto a fatica Andorra e Inghilterra nella prima fase, sono stati protagonisti di una cavalcata trionfale che li ha visti cedere solo alla Spagna 8-1 in finale (come negli Europei di Monza di un anno fa) dopo aver preso gli scalpi di portoghesi e argentini. Ha chiuso infine al 7' posto il Brasile del neo giallorosso Alan Karam che nella vittoriosa gara di sabato con l'Angola ha realizzato il suo primo gol in questo mondiale. |
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