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3-10-2006

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3 Ottobre 2006

Hockey su pista - Mondiale per club

Il clan giallorosso è tornato ieri sera dalla trasferta africana chiusa al sesto posto

Dall’Angola un Amatori dal volto nuovo

D’Attanasio: «Un’esperienza importante che ha unito il gruppo»

LODI - Per l'Amatori, rientrata a Lodi ieri sera dopo aver fatto tappa a Lisbona nel viaggio di ritorno dall’Angola, questo “Mundialito” di Luanda ha costituito un'esperienza straordinaria ed indimenticabile. Non soltanto per le vittorie in pista, ma anche per tutto ciò che ruotava intorno alla manifestazione: tutto perfetto insomma, a partire dall'organizzazione e dalla sicurezza, come conferma il presidente dell'Amatori Fulvio D'Attanasio, capo delegazione dei lodigiani a Luanda: «Devo dire che l'organizzazione della federazione angolana è stata semplicemente perfetta sotto ogni aspetto - commenta il numero uno giallorosso -; dall'albergo, ai trasporti, alla sicurezza, tutto è andato nel migliore dei modi. Ci siamo trovati splendidamente, ci hanno messo a disposizione 24 ore su 24 un pullman e una macchina per i nostri spostamenti, oltre alla palestra per allenarci e molte altre cose. Per non parlare della manifestazione sportiva, organizzata e gestita in maniera ottimale: vanno veramente fatti i complimenti all'Angola per come ha gestito tutto questo evento». Una specie di oasi sperduta in un deserto piuttosto arido; questa è l'altra faccia dell'Angola, un paese povero alla ricerca di tranquillità e pace dopo anni difficili: «Girando un po' per Luanda ci siamo accorti di come la situazione lì non sia delle più semplici - conferma D'Attanasio -; purtroppo questo è un paese uscito da poco da una guerra, che sta cercando di riprendersi come può. La ricchezza e il benessere rappresentano l'uno per cento della totalità dell'Angola, poi per il resto esistono situazioni davvero brutte e critiche». Tornando all'hockey il presidente lodigiano rientra in Italia più che soddisfatto di come sono andate le cose, tirando anche un po' le orecchie a quelle squadre che hanno preferito declinare l'invito: «Secondo me chi non ha partecipato a questo torneo ha sbagliato, perché davvero tutta la settimana angolana è stata molto bella. Dal punto di vista sportivo poi chi ha partecipato ha cercato di fare il meglio, ma sempre nel pieno rispetto della correttezza sportiva e questo è un aspetto che va sottolineato; alla fine ne è uscito un torneo di ottimo livello che dà ancora maggior importanza al risultato che abbiamo ottenuto». Un ottimo sesto posto finale ottenuto grazie alla crescita della squadra e alla grande armonia del gruppo lodigiano. Un gruppo che ha sorpreso in positivo anche il presidente: «All'interno della squadra si respirava un'aria che personalmente non avevo mai colto prima - prosegue D'Attanasio -; questo è un gruppo nuovo, che partiva da zero, ma che appare già ben coeso e unito. Un gruppo fatto di giocatori che cercano sempre di migliorarsi e che aiutano, in pista e fuori, i ragazzi più giovani, con un Giuditta in versione trascinatore. Sicuramente questa esperienza ci ha fatto molto bene anche da questo punto di vista». Sabato poi, in occasione delle premiazioni finali, c'è stato un simpatico gemellaggio italiano in terra d'Africa: Lodi e Bassano, già unite nel tifo, a festeggiare insieme a fine Mondiale. «È stata anche questa una cosa piacevole - chiosa D'Attanasio -, con la nostra squadra che inneggiava al Bassano quando ha vinto il torneo. Alla fine i giocatori nostri e loro hanno gioito tutti insieme per i positivi risultati ottenuti dalle rispettive squadre ed è stato l'ennesimo bel fotogramma di questa fantastica esperienza». Lasciata l'Angola, la comitiva lodigiana ha pernottato domenica notte a Lisbona ed è ripartita alla volta dell'Italia con più di un'ora di ritardo nel pomeriggio di ieri: il Mondiale è finito, da stasera l'Amatori torna ad allenarsi al PalaCastellotti, pronto a tuffarsi nel campionato.

Stefano Blanchetti

Andrea Perin è rinfrancato: «In attacco siamo cresciuti»

LODI - L'Amatori torna con grande euforia dall'Angola per le buone prove fornite nella settimana africana, prestazioni e finalmente vittorie che fanno guardare al campionato con maggiore fiducia. Il sesto posto finale, un ottimo piazzamento se si considera il valore delle formazioni che hanno preceduto i giallorossi, onora e soddisfa l'intero entourage lodigiano, a cominciare dall'allenatore-giocatore Andrea Perin che in Angola ha ottenuto i primi successi sulla panchina dell'Amatori e realizzato anche le sue prime reti in maglia giallorossa. «Direi che sono soddisfatto di come è andata questa avventura - attacca Perin -, abbiamo fatto una buona figura, giocando bene e vincendo partite importanti: peccato solo per la sconfitta di sabato contro l'Olimpia, una vittoria che sarebbe stata la ciliegina sulla torta. In ogni caso ci siamo comportanti in maniera egregia».Dalla sfortunata e deludente due giorni di Viareggio in Coppa Italia alla entusiasmante settimana africana; in pochi giorni l'Amatori è apparso trasformato. Da cosa è dipeso questo radicale mutamento? «A Viareggio avevamo fatto tre buone prove senza però raccogliere nemmeno un punto - sostiene Perin -. In Angola la squadra è certamente cresciuta sotto tutti i punti di vista, anche se abbiamo ancora un po' di lavoro da fare, ma di sicuro le prime vittorie ci hanno aiutato a sbloccarci psicologicamente. Siamo una squadra nuova ed è normale che ci voglia del tempo per conoscerci e imparare a giocare insieme; questa trasferta ci ha sicuramente fatto bene. Poi i singoli le qualità le hanno e col tempo vengono fuori». Al Mondiale si è visto finalmente un Amatori competitivo contro qualsiasi avversario: «In generale abbiamo quasi sempre fornito buone prove - prosegue il tecnico veneto -, direi però che la vittoria contro il Concepciòn è stata esaltante. Quella sera abbiamo giocato in maniera quasi perfetta contro un avversario che, non va dimenticato, ha vinto il campionato in Argentina; era una gara dura ma noi l'abbiamo giocata con grande attenzione, cercando sempre di comandare il gioco e riuscendoci spesso. Alla fine la vittoria è arrivata solo ai rigori ma è stata decisamente meritata per quello che abbiamo fatto in pista».Le cose sembrano migliorare anche in attacco, reparto che in Coppa Italia aveva deluso non poco, con un Brescia tornato a segnare con regolarità, un Medina sempre più calato nei nuovi schemi e lo stesso Perin autore di reti pregevoli e importanti: «Sicuramente davanti siamo andati meglio rispetto a Viareggio, abbiamo segnato, non moltissimo, ma abbiamo cominciato a vedere la porta con più regolarità - continua Perin -. Era solo questione di entrare bene in condizione e mettere in pista le qualità che abbiamo là davanti. Brescia a Viareggio non stava bene invece qui è tornato a fare gol come sa, mentre Medina sta trovando sempre meglio la sua collocazione in pista ed è cresciuto molto; io sono riuscito a segnare per cui direi che va bene così, anche se c'è ancora da lavorare».Ora bisogna concentrarsi sgli aspetti da migliorare per arrivare pronti alla trasferta di Modena tra due settimane in campionato: «In difesa siamo piuttosto solidi e lo abbiamo dimostrato anche in Angola - continua l'allenatore giallorosso -, credo che l'aspetto su cui dovremo lavorare di più sia la gestione della fase offensiva; spesso attacchiamo con troppa frenesia e diventiamo imprecisi, dobbiamo imparare a gestire meglio il possesso palla quando attacchiamo». In conclusione un Perin che torna dall'Angola ancor più ottimista in ottica campionato: «Ottimista lo ero anche prima - chiosa Perin -, certo che vincere qualche partita ci ha fatto bene; torniamo ancora più convinti di poter fare un'ottima stagione, a partire da Modena».

St. Bl.

Il Bassano trionfa e mette in fila Reus Benfica e Porto

Il primo Mondiale per club (anche se non proprio ufficiale) parla decisamente italiano con il sesto posto dell’Amatori e la vittoria finale del Bassano. La formazione di Gigio Bresciani ha dominato il torneo dall’inizio alla fine, mettendosi alle spalle compagini del calibro di Concepciòn, Porto, Benfica e Reus, queste ultime tutte sconfitte nel prestigioso girone finale che somigliava molto ad una Final four di Champions League. Nella prima fase le quattro teste di serie hanno vinto con facilità i rispettivi raggruppamenti. Dal gruppo A in particolare è uscito il super Bassano che, dopo il pareggio a reti bianche con il Concepciòn, ha demolito i malcapitati mozambicani del Maputo con un pesantissimo 21-3 utile nella differenza reti per vincere il girone. Nel girone che assegnava il titolo mondiale, come detto, il Bassano finisce davanti a tutti grazie a tre gare da incorniciare: 4-2 in rimonta al Porto e doppio 3-2 con Reus e Benfica, trascinato da Luis Viana, capocannoniere del torneo con ben 13 gol in 5 partite. Alle spalle dei veneti Reus, Benfica e Porto. Nel tabellone di consolazione poi al quinto posto finisce l’Olimpia di San Juan che ha domato l’Amatori solo ai tempi supplementari (3-2); deludente settimo posto invece per gli altri argentini del Concepciòn che, dopo essersi arresi ai rigori ai ragazzi di Perin, hanno sconfitto agevolmente 7-3 i cileni dell’Estudiantil. Al nono posto il Petro di Luanda, vincitore 3-2 nel derby angolano, mentre fanalino di coda il Maputo sconfitto 7-5 dai brasiliani del Sertaozinho.

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