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30 Ottobre 2007

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30 Ottobre 2007

Hockey su pista - Coppa Italia

Stasera alle 20.45 (differita alle 22.30 su RaiSportSat) la finale di andata al “Capannino”

«Questo è solo un trampolino di lancio»

D’Attanasio carica l’Amatori alla vigilia di gara-1 a Follonica

LODI - Appuntamento con la storia, atto primo. Questa sera al “Capannino” di Follonica l’Amatori scende in pista per la gara di andata della finale di Coppa Italia. A dodici anni dall’ultima volta (sconfitta con il Novara) una squadra lodigiana torna a battersi per un trofeo nazionale. Con questa partita (ore 20.45, differita tv dalle 22.30 su RaiSportSat: per i lodigiani appuntamento con i maxischermi sia al pub “La Bellavita” di viale Milano che alla Festa d’Utuber in piazza Castello) l’Amatori rientra di diritto tra le grandi dell’hockey italiano, dove è stato degnamente per tanti anni e dove per tradizione, storia e pubblico merita di stare. Da quella finale del 1995 è successo di tutto: il grande Amatori che si scioglie, l’anonimato della A2, i tentativi (alcuni amaramente falliti) di risalire in A1 e le ultime stagioni trascorse a inseguire un’affannosa salvezza. Ora basta: da questa sera si volta pagina. Sarà dura, anzi durissima. Dall’altra parte della barricata c’è il Follonica dei “galattici”, uomini capaci di portare in Italia per la prima volta la Coppa dei Campioni, oltre che la Coppa Intercontinentale, e che da tre anni scrivono ininterrottamente il loro nome nell’albo d’oro della Coppa Italia. L’Amatori però c’è e ha il dovere di provarci. La squadra costruita quest’estate per tornare subito tra le grandi sta bruciando i tempi. «Questa finale deve essere un punto di partenza - spiega il presidente D’Attanasio -, non un traguardo. Deve essere un trampolino di lancio per prendere coscienza dei nostri mezzi e proseguire su questa strada. Nelle fasi eliminatorie siamo stati anche un po’ fortunati, ma questa finale ce la siamo meritata. Godiamoci questo primo appuntamento nella speranza che il ritorno a Lodi possa darci la possibilità di giocare per conquistare il trofeo».Roberto Crudeli è consapevole del fatto che a Follonica ci si gioca solo una parte di questa Coppa: «Al “Capannino” è come se giocassimo il primo tempo di una partita lunga 100 minuti - attacca l’allenatore giallorosso -. Ovviamente dovremo stare molto attenti a non compromettere nulla. Mi aspetto il giusto approccio da parte di tutti con tanta determinazione e attenzione soprattutto nella fase difensiva. Nelle ultime partite abbiamo sbagliato un po’ troppo nelle ripartenze: a Follonica dovremo essere più concreti perché i maremmani non concedono molte occasioni». Crudeli però non cercherà solo di limitare i danni: «Andiamo a Follonica per fare un risultato positivo, ovvero un risultato che ci possa consentire di poter conquistare la Coppa Italia nel ritorno a Lodi tra un mese. Non siamo certo i favoriti visto quello che ha fatto il Follonica negli ultimi anni, ma in pista saremo in cinque contro cinque. Se noi saremo al cento per cento e loro solo al settanta, allora tutto è possibile». Crudeli conosce bene le insidie del “Capannino” e ancora una volta dovrà fare i conti con le condizioni non ottimali del suo bomber Brescia: «Troveremo un ambiente molto caldo - chiude Crudeli -, ma la pressione del pubblico può anche essere uno stimolo per dare tutto. Dovremo essere capaci di trasformare le condizioni ambientali in energia positiva».

Mario Raimondi

Nel 1978 al “Revellino” il trionfo di Livramento e Belli

Quella che si disputerà stasera a Follonica e il 27 novembre al “PalaCastellotti” sarà la quinta finale di Coppa Italia che vedrà impegnata una squadra di Lodi. Il bilancio delle prime quattro purtroppo parla di tre sconfitte a fronte di un solo trionfo, quello dell’Amatori nell’ormai lontano 1978. Quella squadra in cui a fianco del mito Antonio Livramento sbocciava il talento del giovanissimo Aldo Belli pareggiò il match di andata a Giovinazzo per poi travolgere i pugliesi con un netto 7-1 al “Revellino” e alzare al cielo il primo trofeo nella storia dell’hockey lodigiano. In realtà gli annali riportano un precedente nel 1966, proprio nella prima edizione della Coppa Italia, ma i dati si perdono nei meandri di una storiografia poco precisa: l’albo d’oro riporta infatti una finale tra il Novara e un non meglio precisato A. Lodi, ma l’Amatori nasceva proprio quell’anno e l’Hockey Club navigava in cattive acque e sarebbe retrocesso in B. Per ritrovare Lodi in finale di Coppa Italia bisogna poi arrivare al 1987, lo stesso anno del trionfo in Coppa Cers: niente da fare però nella doppia sfida con il fortissimo Novara, capace di imporsi per 8-2 al “Dal Lago” e 8-4 al “Revellino”. Sono due infine le finali disputate e perse dall’Amatori negli anni Novanta, sempre contro il Novara: si giocò in gara secca e i pluridecorati piemontesi vinsero sia al “PalaCastellotti” (4-2 in rimonta) nel 1993 che al “Dal Lago” (3-1) nel 1996, anno in cui poi la società di Dossena fallì. Adesso tocca all’Amatori Sporting provarci, anche se come i loro precedessori i giallorossi attuali avranno come rivale il top dell’hockey nazionale. Il Follonica ha vinto infatti le ultime tre edizioni della Coppa Italia, portando il suo totale a quota 5; il maggior numero di trofei è ovviamente nella bacheca del Novara (ben 20 su 38 edizioni disputate: non si giocò nel 1973, 1971, 1990 e 1991), mentre a quota 3 c’è l’Hockey Monza, a quota 2 Roller Monza, Bassano e Breganze e a uno Vercelli, Trissino, Pordenone e, appunto, Amatori Lodi.

Il Breganze si sveglia e piega il Novara, il Giovinazzo resta a fianco delle “big”

Cade il Novara, resiste il Giovinazzo. La terza giornata (in attesa del posticipo Bassano 54-Castiglione) registra il primo stop degli azzurri (inutile la rete di Gimenez a Breganze, premiato 3-1 dalla doppietta di Berto e dal gol di Peripolli) ma soprattutto mette in vetrina ancora una volta i pugliesi, alla terza vittoria di fila e in vetta insieme alle protagoniste dell’ultima finale scudetto: la squadra di Marzella sfrutta il calendario favorevole piegando 4-2 il Forte dei Marmi grazie ad Altieri, Turturro, Iluzzi e De Palma (di Vega e De Rinaldis gli acuti dei versiliesi). Più complicata del previsto l’affermazione del Follonica, capace di volare fino al 4-0 (doppietta di Pallares e reti di Ale Michielon e Farran), ma di farsi rimontare fino al 5-4 da Giagnoni (tripletta) e Uribe, chiudendo il discorso solo con la doppietta di Mirko Bertolucci. Anche il Viareggio soffre un tempo (1-1) prima di piegare (5-2) il Trissino: tris di Montivero, gol di Palagi e un’autorete, a fronte delle reti di De oro e Amato per i vicentini. Derby in discesa per il Valdagno, capace di rifilare 9 gol (a 4) al Roller Bassano rimontando da 0-2: tripletta di Nicolia, doppiette di Cocco, Marco e Davide Motaran; per i bassanesi reti di Sgarbossa, Casarotto e doppietta di Topdjian.

Mariotti non nasconde l’orgoglio dei “galattici”: «Tutta Italia ci dà per finiti, invece siamo ancora qui»

FOLLONICA - Follonica-Amatori è senz’altro una finale d'altri tempi, se non altro per la presenza in pista di veri mostri sacri dell'hockey come Crudeli, Bertolucci, Michielon e Mariotti. E proprio l'allenatore dei campioni d'Italia Massimo Mariotti, ritiratosi appena qualche settimana fa, presenta (non senza qualche frecciatina polemica) questa inedita ma affascinante ennesima sfida del suo Follonica: «Abbiamo centrato l'ennesima finale importante, in barba a tutta Italia che ci vuole finiti e in declino, dimostrando in pista che probabilmente i più forti siamo ancora noi. Mi fa piacere che l'antagonista cambi e ancor più piacere che quest'anno sia il Lodi, piazza importantissima che merita questi traguardi. Sarà una partita strana come spesso sono le finali, ma quello che conta è che passano gli anni ma in finale noi, a differenza di altri ci siamo sempre». Mariotti poi detta le regole ai suoi giocatori: «In una finale si deve sempre avere massimo rispetto dell'avversario e inoltre questa è una sfida che si gioca sulle due partite, perciò bisogna saper gestire bene ogni tipo di situazione. Partiamo favoriti, ma l'inizio di stagione dell'Amatori dimostra che dovremo fare attenzione perché quella del mio amico Crudeli è una squadra ostica da affrontare per chiunque». Mariotti elogia le scelte estive dei giallorossi e fa un plauso all'amico di sempre: «La scelta della società di investire su Roberto come allenatore-giocatore mi sembra che finora stia pagando e penso che già ora l'Amatori ha raggiunto l'80 per cento della sua stagione arrivando in una finale dopo oltre dieci anni - continua il tecnico toscano -. È una squadra forse un po' corta, ma con quattro giocatori di fama acclarata e grande esperienza e un portiere che sta dando ragione all'allenatore che ha deciso di puntare su di lui. Certamente faranno una bella stagione e anche in campionato arriveranno lontano, ma stasera mi spiace per Roberto, ma noi cercheremo di dare loro un dispiacere vincendo il primo atto». La partita di stasera infine l'allenatore campione d'Italia se l'aspetta così: «Credo in un Amatori di contenimento in vista del ritorno: noi andiamo in pista per vincere senza fare calcoli, sapendo che la finale si gioca su 100 minuti - chiosa Mariotti -. Penso che loro potranno metterci in difficoltà se dovessero passare in vantaggio, avendo una squadra che pattina bene, molto brava a far girare la pallina: in quel caso non sarebbe facile andare a prendere palla a giocatori come Roberto o Polverini. Credo invece che se dovessimo segnare prima noi i giallorossi troveranno moltissime difficoltà».

Stefano Blanchetti

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