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31 Dicembre 2007

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31 Dicembre 2007

Hockey su pista - Serie A1

Il giovane portiere lodigiano celebra felice la stagione del positivo rientro dall’infortunio

Losi brinda all’anno della resurrezione

«Sono cresciuto parecchio. La Nazionale? Ora penso all’Amatori»

LODI - «Un anno importante per la mia carriera». Così Alberto Losi riassume il 2007 . L’anno che lo ha riportato a difendere da titolare la porta dell’Amatori dopo un infortunio al ginocchio che lo aveva costretto ad un lungo stop: «In questi dodici mesi sono cresciuto parecchio - racconta il 21enne portiere lodigiano -. L’infortunio mi ha fatto maturare e capire che un atleta deve anche saper convivere con momenti difficili. Alla fine però l’impegno e la forza di volontà premiano sempre». In effetti per il giovane portiere lodigiano i primi sei mesi dell’anno non sono stati facili; la ripresa dopo l’operazione avvenuta nel novembre del 2006 non è stata semplice. «Sono tornato ad allenarmi verso la fine di febbraio - racconta Alberto -, ma inizialmente non ho potuto forzare e i tempi del mio rientro si sono allungati. Poi a primavera inoltrata ho avuto la possibilità di effettuare dei test importanti con l’under 23 e ho riacquistato confidenza con la pista. Dopo l’estate mi sono presentato con una gran voglia di ricominciare: mi sentivo molto bene e alla fine ho avuto la possibilità di tornare a giocare con continuità». Da settembre a oggi Losi è così tornato stabilmente tra i pali dell’Amatori: «Ho lavorato molto durante la preparazione - spiega - e la scelta di Crudeli di schierarmi come titolare mi dà grande soddisfazione, anche se sono cosciente del fatto che in pista ci va chi è più in forma. Giocare con campioni come quelli arrivati quest’anno a Lodi e senza dubbio uno stimolo in più: l’Amatori quest’anno ha ambizioni diverse rispetto agli anni scorsi e il fatto di aver centrato la finale di Coppa Italia e già un traguardo prestigioso. In campionato forse abbiamo qualche punto in meno rispetto alle previsioni della vigilia, ma ci sono i margini per poter recuperare il terreno perduto». Proprio l’arrivo di Crudeli ha modificato un po’ gli schemi dell’Amatori, ora molto più attento all’assetto difensivo: «Il tecnico pretende una grande attenzione perché se si prendono pochi gol ci sono buone possibilità di vincere le partite. In questa prima parte della stagione abbiamo pagato per qualche disattenzione di troppo: io stesso non mi sento esente da colpe. Stiamo continuando a lavorare molto duramente e sono convinto che alla fine anche i risultati ci daranno ragione». Nelle ultime gare Crudeli ha preferito inserire Luca Passolunghi, al posto di Losi, in occasione dei rigori subiti…:«Rispetto ogni scelta del tecnico perché viene sempre fatta nell’interesse della squadra - puntualizza il portiere lodigiano -. In questo momento Luca può garantire un rendimento migliore in occasione dei tiri piazzati ed è giusto che la squadra ne benefici. Del resto vale lo stesso discorso anche per gli uomini di movimento. Con Luca il rapporto è sempre stato ottimale e di grande collaborazione. Non c’è rivalità ma tanta voglia di aiutarci a vicenda». E con l’anno nuovo, Alberto Losi potrebbe ritrovare la Nazionale: «Per il momento non ci penso - chiude -. Il mio obiettivo è quello di fare un buon campionato con l’Amatori perché ci sono tutte le carte in regola per poterlo fare. Da anni a Lodi non si lottava più per certi traguardi: ora abbiamo la possibilità di farlo».

Mario Raimondi

Persa la Coppa Italia i giallorossi puntano a risalire la classifica

Si chiude un anno storico per l’hockey lodigiano, con due squadre a giocare contemporaneamente in A1 (non accadeva dai tempi dell’Hockey Lodi) e l’Amatori tornata a disputare una Finale di Coppa Italia, dodici anni dopo l’ultima sfortunata apparizione. L’amarezza per il ko con il Follonica nella partita dello scorso 11 dicembre è ancora forte, ma da tempo il “PalaCastellotti” non ospitava una kermesse di rilievo nazionale e con oltre 2000 spettatori. Ma se la coppa ha riportato l’Amatori nell’elite, il campionato non sta rispecchiando le attese della vigilia. All’appello manca infatti qualche punto, perso tra le trasferte di Trissino, Giovinazzo e Breganze e il match interno con il Novara. I giallorossi (11 gare, 4 vittorie, 4 sconfitte, 3 pareggi, 27 gol fatti e 28 subiti) occupano con 15 punti la settima piazza con il Trissino, che però ha una gara in meno. La classifica lascia comunque ampi margini di recupero: ormai lontani Viareggio, Follonica e Bassano 54, il Novara (quarto, 20 punti) è ancora nel mirino come il sorprendente Giovinazzo (17 punti). L’Amatori tornerà in pista sabato 5 gennaio in casa con il Valdagno, quinto con 18 punti: un match da vincere per iniziare la risalita.

Follonica e i soliti noti dominano il 2007, la novità è Viareggio

Il 2007 dell’hockey su pista se ne va in archivio portandosi dietro un’etichetta ormai nota: quella dei “soliti noti” del Follonica dei fratelli Mariotti, Michielon e Bertolucci, che continuano a trionfare lasciando solo le briciole. Ripercorrendo il film della stagione non si può quindi che partire dei “galattici”, che a marzo hanno scritto un’altra pagina di storia: al “Capannino” in gara unica conquistano la Coppa Intercontinentale contro gli argentini del Concepcion di San Juan del futuro “lodigiano” Ariel Romero, chiudendo così un cerchio perfetto cominciato l’anno prima con la prima Champions League vinta da un’italiana. E chi voleva il Follonica campione del mondo appagato ha dovuto ricredersi: in campionato infatti i toscani sono andati dritti alla meta cucendosi sulla maglia il terzo scudetto consecutivo, superando in finale non il solito Bassano ma il sorprendente Viareggio. In molti hanno pensato che il vento potesse cambiare, ma non è andata così: 8-4 a Viareggio, 4-3 in casa, Follonica campione con Mirko Bertolucci ancora una volta capocannoniere con 60 reti nella sola stagione regolare. Il resto invece è storia piuttosto recente, con la squadra di Mariotti sconfitta per la prima volta in casa dal Bassano a settembre nella finale di Supercoppa italiana ma capace poi di vincere per il quarto anno consecutivo la Coppa Italia, stavolta in finale con l’Amatori di Crudeli; in campionato poi, vincendo i due recuperi con Breganze e Giovinazzo, il Follonica sarebbe ancora davanti a tutti e Mirko Bertolucci con i suoi 20 centri provvisori è ancora re del gol. E le altre? Il Bassano qualcosa di buono ha fatto, ma ha finito suo malgrado per vivere all’ombra del super Follonica. I veneti vantano comunque una storica finale di Champions League giocata in casa, ma persa col fenomenale Barcellona, e la Supercoppa strappata ai toscani grazie al contributo determinante dell’ex Sergio Silva, autore di una tripletta nel 6-5 finale. Si pensava che bastasse il 33enne portoghese per cambiare le gerarchie in Italia, ma evidentemente non è così. Il 2007 è stato un po’ anche l’anno del Viareggio, squadra giovane e talentuosa che si sta sempre più affermando come possibile anti-Follonica: la finale scudetto e questa prima parte del nuovo campionato (provvisorio primo posto) sembrano confermarlo. Il 2007 ha visto poi sbocciare nel nostro campionato alcuni interessanti talenti argentini: uno su tutti Carlos Nicolia da Valdagno, 71 reti nell’anno solare. Occhio però anche alla facce nuove, da Ariel Romero dell’Ash alla colonia sbarcata a Novara con Rodriguez, Montigel, Flores e Gimenez, tutti poco più che ventenni ma già dotati di ottime qualità. Il 2007 è stato anche l’anno dei Mondiali, che hanno visto l’Italia chiudere con un tutto sommato positivo quarto posto. A far riflettere però è il fatto che la Nazionale abbia dovuto ricorrere a un argentino, Juan Luis Travasino da Viareggio, per poter competere ai massimi livelli: nulla di male, solo un preoccupante segnale per il movimento hockeistico nostrano. Chiudiamo con casa nostra: il 2007 ha segnato il ritorno del derby di Lodi, con Amatori (capace anche di tornare persino in finale di Coppa Italia) e Ash entrambe in A1, dopo una stagione in cui i giallorossi, trascinati da Brescia (51 gol), hanno sfiorato i play off e gli “aquilotti” hanno acciuffato la promozione al primo anno in A2.

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