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3 Gennaio 2008

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3 Gennaio 2008

Hockey su pista - Serie A1

Nella scorsa stagione l’attaccante dell’Amatori aveva segnato 51 gol, quest’anno per ora solo 13

Brescia, “metamorfosi” di un bomber

«Mi sacrifico in difesa ma le mie caratteristiche sono offensive»

LODI Tornare l’impeccabile cecchino della prima parte del 2007: questo l’obiettivo di Ariel Brescia per il 2008. In effetti quello che il bomber argentino si lascia alle spalle è stato un anno in chiaroscuro. Nello scorso aprile Brescia ha chiuso il campionato mettendo a segno 51 gol che gli hanno garantito la riconferma all’Amatori, ma da settembre il suo feeling con la rete non è più lo stesso: «I primi mesi dell’anno sono stati da incorniciare - ricorda con piacere Ariel Brescia -. Tutto è andato benissimo sia a livello personale sia per la squadra. Eravamo stati ripescati in A1 l’estate precedente e alla fine del campionato abbiamo sfiorato i play off. Solo qualche infortunio e la cattiva sorte in alcuni momenti decisivi ci hanno impedito di conquistare un risultato straordinario».Brescia, grazie anche ai suoi gol, è stato uno dei pochi a essere confermato in maglia giallorossa dopo la campagna acquisti estiva che ha portato in riva all’Adda campioni di alto livello: «A settembre ho trovato compagni nuovi, allenatore nuovo e anche un metodo di gioco nuovo rispetto alla stagione precedente. Crudeli mi ha chiesto un contributo diverso rispetto a quanto ero abituato a fare in passato: ora devo stare molto più attento alla fase difensiva. Mi sono sacrificato e tuttora mi sto allenando con grande impegno, ma le mie caratteristiche sono soprattutto offensive e per me non è facile modificare certi meccanismi. Penso che le mie qualità possano essere sfruttate maggiormente in una squadra votata all’attacco».Da settembre in effetti il feeling con il gol non è più lo stesso: 8 reti in Coppa Italia e 3 in campionato sono un bottino un po’ smilzo per un bomber di razza come Brescia che ha iniziato anche a giocare con meno continuità: «Ovviamente questa situazione non mi fa piacere - ammette senza mezzi termini Brescia -. Sono in Italia da circa dieci anni, ho segnato mediamente più di 30 gol a stagione, ho vinto una stecca d’oro e raramente sono rimasto in panchina. Anche lo scorso anno a Lodi ho segnato parecchio. Ora però la situazione è questa e non posso far altro che accettare le scelte del mister. Per quanto mi riguarda continuerò ad allenarmi con impegno cercando di mettermi a disposizione della squadra, anche se le mie caratteristiche con certe soluzioni tattiche non possono essere esaltate».Per risalire in classifica l’Amatori avrà bisogno anche dei gol di Brescia: «Siamo ottavi (a 15 punti alla pari con il Trissino, che però deve recuperare una partita, ndr) ma solo pochi punti ci dividono dalla quarta posizione. Siamo partiti con l’obiettivo di arrivare tra le prime sei e potenzialmente abbiamo le carte in regola per poterlo centrare. Per poter risalire, però dobbiamo iniziare a vincere. Segniamo poco, ma subiamo anche pochissimi gol». E già sabato l’Amatori cercherà la vittoria contro il Valdagno, squadra partita con le stesse ambizioni dei giallorossi: «È uno scontro diretto molto difficile - chiude Brescia -. Il Valdagno è una squadra che segna molto, ma prende anche parecchi gol: un po’ all’opposto dell’Amatori. I due Motaran, pur essendo dei difensori, sanno essere pericolosi ma il loro punto di forza è il tandem Nicolia-Garcia che giocano insieme da una vita e sotto porta sono temibilissimi».

Mario Raimondi

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